Cosa cambia dopo la mossa Draghi

Le nuove misure adottate il 10 marzo dalla Bce sono destinate a produrre una serie di effetti potenzialmente benefici per privati e aziende. L'ampio risalto dato dai media alla decisione di Draghi di ridurre il costo del denaro ha una ragione ben precisa:  stimolare l'economia reale che, soprattutto in Italia, fatica a ripartire rendendo i prestiti meno cari per le imprese, svalutando l’euro così da far ripartire l’export.

 

Nello specifico, la decisione di Draghi di azzerare i tassi di interesse influenzerà 4 aspetti:

 

  • Più risorse  

Grazie all'abbassamento dei tassi di interesse  e all'ampliamento del quantative easing (la politica monetaria espansiva con cui la Bce acquista sul mercato titoli di Stato creando di fatto moneta) per l'economia reale sono attese una serie di conseguenze che dovrebbero contribuire a dare maggiore spinta alla ripresa economica e alla vita dei risparmiatori.

 

  • Maggiori investimenti per le imprese 

L'aumento del volume di acquisto mensile del programma di Quantitative easing e il taglio dei tassi dovrebbero garantire condizioni di finanziamento più' favorevoli per le imprese e portare a una ripresa degli impieghi delle banche. La maggiore liquidità immessa sul mercato porterà a più prestiti, che le banche dovranno autorizzare in misura maggiore, dal momento che verranno ulteriormente liberate dal fardello dei titoli di stato.

 

  • Mutui più convenienti 

A beneficiare dell'ampliamento del Quantitative easing e del calo dei tassi di interesse sarà il settore dei mutui. Dal momento che famiglie e privati otterranno prestiti in misura maggiore e a tassi più convenienti, gli italiani dovrebbero aumentare le proprie spese, investendo soprattutto in beni immobili e in beni durevoli. Tutto ciò anche grazie alla probabile diminuzione dei tassi d'interesse sui mutui.

 

  • Maggiori opportunità per l'export 

Le imprese sono l'altro target essenziale che dovrà trarre beneficio dall'aumento liquidità e dell'abbassamento dei tassi. L'ulteriore facilitazione dell'accesso al credito dovrebbe infatti dare una spinta definitiva ai loro programmi di investimento: grazie alla possibilità di ottenere prestiti maggiori e con vincoli meno stringenti anche le imprese dovrebbero quindi aumentare la loro capacità di spesa. Inoltre, con l'ulteriore indebolimento del cambio euro dollaro dovuto dalla politica monetaria ultraespansiva, le aziende dovrebbero trarre un significativo vantaggio dalle esportazioni.

 

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