La prossima crisi sta già arrivando?

La possibilità di una nuova crisi è concreta: diversi analisti hanno ipotizzato che il 2016 possa essere l'anno di una nuova crisi finanziaria globale simile a quella del 2008. Fino a questo momento l’aspettativa per il 2016 era quella di un rafforzamento dell’economia globale. Tuttavia, le numerose correzioni al ribasso alle previsioni di crescita da parte delle principali organizzazioni internazionali rendono quest’ipotesi sempre meno concreta.

La debolezza di questa fase di ripresa può essere individuata nel  rallentamento della crescita del commercio internazionale: l’incremento dei volumi delle importazioni globali è significativamente inferiore rispetto al 2008. Le conseguenze della crisi dei subprime influenzano ancora le dinamiche internazionali.

I fattori che lasciano presagire una possibile crisi sono:


  • I mercati del debito e i bond societari.
Le aziende energetiche e quelle attive nei mercati emergenti si sono indebitate fortemente per investire. Il numero di default societari sta già salendo a vista d’occhio e il rischio di un contagio è elevato, dal momento che sia gli investitori retail sia gli istituzionali di tutto il mondo sono esposti a questo settore.

  • I problemi del settore bancario.
Dopo la stretta creditizia le banche devono prestare attenzione a eventuali segnali di stress finanziario. In Italia i problemi delle sofferenze bancarie sono note, ma non siamo l’unico paese interessato. Le banche cinesi ed indiane e quelle europee più in generale sono piene di crediti deteriorati. In Europa rappresentano 1.200 miliardi di euro.


  • Le guerre valutarie.  
Un dollaro più forte indebolisce la crescita della prima economia al mondo, gli Stati Uniti. Ma un biglietto verde in calo, significa anche un euro e uno yen più forte, che avrebbero un impatto negativo sulle prospettive di crescita di due regioni ancora in difficoltà, Eurozona e Giappone.


  • La debolezza dell’economia mondiale.
In questo caso i due problemi principali sono i mercati emergenti e il settore energetico che stanno attraversando una crisi profonda. Il rallentamento del Pil, la deflazione e i problemi finanziari riporteranno l’attenzione sulla sostenibilità del debito pubblico. Le questioni sono ancora irrisolte in Usa e Giappone, mentre in Eurozona è facile che in un quadro del genere, i problemi di rifinanziamento dei propri debiti coinvolgano anche paesi considerati centrali come Francia e Italia.  
 
 
 
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