Italia e E-commerce: il rapporto conflittuale

Nonostante l’Italia possieda un enorme potenziale di sviluppo nell’e-commerce, il nostro Paese è molto indietro nello sviluppo di online shop nei settori moda, bellezza e articoli di lusso. Gli studi parlano chiaro: l'Italia ad oggi non è nel mirino delle aziende di e-commerce, anche per quanto riguarda una potenziale crescita futura in questi segmenti.
Le aziende intervistate privilegiano in primis Stati Uniti e Cina. Alla domanda in merito ai propri piani per un ulteriore outsourcing dell’e-commerce, la maggioranza risponde che è l’Europa quella su cui si focalizzeranno.
 
I risultati del centro studi di «Mm-One Group» però posizionano l’Italia come «fanalino di coda. Fanno peggio soltanto Cipro, Grecia, Bulgaria e Romania».
Che hanno sicuramente molti meno prodotti da vendere e molti meno soldi per comprare online. Attribuendo un punteggio convenzionale pari a 100 alla Danimarca, il Paese che sfrutta al meglio le potenzialità della rete, l’Italia totalizza 18 punti, a fronte dei 37 della Spagna, dei 64 della Francia e dei 74 della Germania» come spiega l’agenzia di servizi ebusiness per le aziende autrice del rapporto. Insomma, una performance insufficiente per un Paese che vuole competere sul mercato internazionale per superare la difficoltà economica in atto.

 

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